Intervista a Dario Stefano, assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia
La governance territoriale priorità dei Gal pugliesi
Assessore, come valuta il lavoro dei Gal della Puglia nella programmazione appena conclusa e, quindi, nell’attuazione del Programma Operativo Leader Plus?
L’intero ciclo delle precedenti programmazioni ha rappresentato senza dubbio una esperienza importante, in cui i programmi Leader - dal 1 al Plus - hanno giocato il ruolo di laboratori di sperimentazione di uno sviluppo integrato e sostenibile, costituendo, al contempo, delle iniziative per il rafforzamento delle politiche di sviluppo rurale. L’applicazione combinata e sinergica di alcuni elementi, infatti, come l’approccio territoriale, la partnership locale, l’innovazione, l’integrazione multisettoriale, la collaborazione in rete, ha consentito di sperimentare nuove impostazioni in materia di sviluppo e di suscitare la partecipazione delle comunità rurali nell’individuazione di soluzioni adeguate. E questo, a mio avviso, è già un risultato importante. Ma, oggi più che mai, è necessario guardare avanti e migliorare le esperienze fatte sinora.
Qual è il ruolo che la Regione Puglia e, in particolare, l’Assessorato delle Risorse Agroalimentari, intende affidare ai Gal per la prossima programmazione 2007-2013?
La Regione Puglia, affidando all’Asse 4 “Attuazione dell’impostazione Leader” del PSR, circa il 21% delle risorse del PSR 2007-2013, pari a Euro 292.000.000,00, ha voluto compiere un investimento deciso nella direzione della valorizzazione delle risorse territoriali, umane, ambientali e socio-culturali che interpretano al meglio, nel loro insieme, “la ruralità” dei nostri territori. In questa prima fase, tramite la promozione dei partenariati pubblico-privati, si è investito su un orientamento innovativo dello sviluppo rurale da avviare attraverso un processo di messa in rete delle potenzialità territoriali, con un approccio di bottom-up (dal basso verso l’alto), puntando sulla interazione tra operatori e soggetti appartenenti a diversi settori economici. L’auspicio è che attraverso azioni integrate si migliori la governance e si rafforzino le capacità dei partenariati locali, con l’obiettivo di agevolare il percorso di costituzione di vere e proprie agenzie di sviluppo locale a servizio diretto della territorialità.
Perché e in che modo il “sistema dei Gal” in Puglia è importante per lo sviluppo del territorio regionale e quale contributo apporta ad esso?
Con la programmazione attuata, i bandi sono stati appena pubblicati, abbiamo posto le basi per imprimere un impulso significativo allo sviluppo economico dell’intera Puglia, con riflessi e con benefici non solo sul comparto agricolo. Perché, è evidente che le cospicue risorse messe a disposizione dal PSR possono essere occasione per consentire la crescita, la riqualificazione e la diversificazione dell’intero settore agroalimentare, con ricadute altrettanto decisive sull’indotto, sul sistema turistico e sulle attività commerciali e artigianali. Da questo punto di vista, i GAL pugliesi si trovano dinanzi ad una complessa ma ambiziosa prova di reinterpretazione del ruolo avuto sino ad oggi, favorendo processi di sviluppo endogeno che siano in grado di rendere maggiormente dinamico il tessuto economico-produttivo delle aree rurali.
La prossima programmazione presenterà forti elementi di novità rispetto a quella appena conclusa. Prima di tutto la dotazione finanziaria destinata a ciascun Gal (che risulta essere stata triplicata) e, in secondo luogo, il numero dei Gal beneficiari di finanziamento che passa da 9 del Leader Plus a 25 del periodo 2007-2013. Come valuta questi cambiamenti? E che effetti avranno sui territori rurali ed in generale su quello regionale?
Sono dei cambiamenti che se interpretati nella giusta direzione vedranno i GAL giocare un ruolo di rilievo nell’unire le organizzazioni pubbliche, private e civili operanti in un dato territorio. E dunque il loro maggior numero potrà essere un elemento determinante, insieme però alla prospettiva di un nuovo ruolo che sappia dare protagonismo ai territori e nel contempo al sistema delle imprese che devono divenire parte attiva di questa nuova strategia. Da questo punto di vista i GAL saranno centrali nella produzione dei metodi, delle esperienze e delle competenze necessarie per perseguire insieme obiettivi comuni, divenendo fondamentali anche in termini di produzione e ri-produzione di “capitale per lo sviluppo”, ossia di quelle risorse riproducibili che vengono “messe al lavoro” nei processi di sviluppo locale.
Come è stato nella precedente programmazione, anche in questa sarà importante fortificare e coordinare una rete tra Gal, che garantisca dialogo e scambio tra loro, e tra loro e l’assessorato regionale che Lei rappresenta. In che modo sarà garantita e gestita questa rete?
La rete è certamente importante, ma non credo stia a me stabilire i criteri di funzionamento e di governo della stessa. È nell’autonomia del Gal cercare momenti di confronto e di sintesi utili e mettere in sinergia le esperienze e a razionalizzare l’interlocuzione con la Regione. Credo che sia quindi utile partire dall’esperienza fatta, inserendo però arricchimenti importanti che aiutino a cogliere meglio le opportunità di una promozione territoriale legata alla identità produttiva.
Cosa secondo lei i Gal dovranno necessariamente implementare per rispondere adeguatamente alle aspettative che la Regione Puglia ripone nel loro lavoro dei prossimi anni?
Se guardiamo alla prospettiva di nuove imprese e alla possibile cooperazione interterritoriale e transnazionale, mediante l’apertura di nuovi mercati e sbocchi commerciali, allora la nuova programmazione può essere l’opportunità per qualificare e dare prospettiva alle strategie di sviluppo locale. Guardo con fiducia alla realizzazione di programmi e di progetti che, se capaci di coinvolgere più di quanto è accaduto nel recente passato il sistema delle imprese, potranno proiettare la Puglia verso ruoli di riferimento nei contesti nazionali ed internazionali.
Assessore, un augurio per il Gal pugliesi…
L’augurio che posso fare è quello di lavorare in sinergia con tutti gli attori coinvolti per centrare insieme l’obiettivo principale. Che è quello della crescita strutturale del nostro sistema agricolo, un obiettivo ambizioso e insieme non rinviabile, perché proprio l’attuale congiuntura ne ha messo in evidenza criticità e limiti. Se si lavora in sinergia, io credo che ci potranno essere maggiori chance per non ripetere gli errori del passato e muoversi con rinnovata sensibilità nei confronti di un background produttivo imponente come quello di cui disponiamo.
Antonella Caggese
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