Ercole Santarella ha realizzato due interventi grazie ai fondi Leader Plus del Gal Meridaunia. Ci racconta in questa intervista il suo rapporto con il Gal e l’impulso che i progetti realizzati con il Leader Plus hanno apportato allo sviluppo della sua attività di ristorazione.
A Candela si parla giapponese
foto A.Forcella
Signor Santarella, come è nato il suo rapporto con il Gal Meridaunia?
Anni fa fui coinvolto in un monitoraggio delle aziende turistiche che fornivano alloggio e ristorazione. Il fine era di redigere una cartina turistica del territorio che elencando caratteristiche e peculiarità di produzioni tipiche di ogni cittadina facente parte del territorio dei Monti Dauni meridionali, forniva le informazioni di base di ogni attività presente nella cittadina stessa. In quell’occasione fui attratto dalla sigla Gal, chiesi: “ma cos’e’?!”.. mi risposero semplicemente un “Gruppo di Azione Locale”. Fui colpito in modo profondo dalle attività e dagli obiettivi del lavoro di questo gruppo sul territorio, perché mi resi conto che finalmente esisteva un soggetto serio ed organizzato per la ricerca delle modalità per far uscire un territorio dall’isolamento in cui eravamo. Da quel giorno, ho capito che io, studente dell’Alberghiero di Vieste, non ero più solo uno dei pochi che credeva nello sviluppo turistico del nostro territorio, ma che esisteva finalmente una realtà a cui fare riferimento, e che insieme si poteva finalmente stimolare la crescita economica al nostro territorio.
Che tipo di finanziamenti ha avuto con il Gal e che cosa ha realizzato?
Con il progetto “La locanda del Gal” finanziato con il programma Leader Plus ho potuto dotare la cucina del mio ristorante di Candela (L’Orecchietta, ndr) di attrezzature professionalmente valide grazie alle quali sono riuscito a riproporre i piatti della tradizione culinaria dei Monti Dauni in una modalità più attenta al rispetto dell’aspetto nutrizionale e salutistico: tutto questo con un forno modernissimo che dà la possibilità di cotture al vapore delle nostre pregiatissime erbe spontanee oltre ad effettuare grigliate senza residui cancerogeni (ovvero la cottura alla brace).
Un altro aspetto importante che ho migliorato con il finanziamento è stata l’estetica del mio locale: infatti, sono così riuscito a ricreare un ambiente in cui il turista può “percepire visivamente la realtà del posto in cui si trova” e vivere con serenità il pasto come momento di pausa e di serenità.
Con il secondo progetto, “L’albergo diffuso”, sempre finanziato con il Leader Plus, ho avuto la possibilità di ricreare una tipologia di accoglienza che lega il turista all’ambiente cittadino più intimo. Con questo finanziamento ho potuto ristrutturare due locali in due punti diversi del centro storico di Candela: qui i turisti possono alloggiare in maniera semplice e confortevole e, quindi, sentire l’armonia e la gioia di vivere un centro cittadino ancora a “ misura d’uomo”
Come è cresciuta la sua attività dopo la realizzazione degli interventi finanziati dal Gal Meridaunia?
L’aspetto più importante e’ stato la “caratterizzazione culturale” che il ristorante ha acquisito: il mio ristorante è diventato una sorta di “ristorante museo” che accentua la genuinità dei prodotti dalle nicchie di provenienza e diventa non più posto per un frugale momento per un pasto di sosta, ma un tuffo nella realtà storica locale, toccando per mano e per la gola il turista, cercando di salvaguardare le sane abitudini alimentari che la storia ci tramanda.
Grazie alla partecipazione ad alcune manifestazioni del GAL Meridaunia, lei ha avviato una serie di contatti e rapporti con gruppi di turisti giapponesi. Ci può raccontare qualcosa di più?
Ero all’Hotel Sheraton di Roma per la “Settimana di promozione dei prodotti della Daunia” invitato dal Gal Meridaunia per preparare e presentare piatti e prodotti della cucina dei Monti Dauni. E fu proprio in tale circostanza che il food and beverage manager mi chiese informazioni sulla mia attività, sul mio ristorante e, anche più in generale, sulla posizione geografica di Candela e della Daunia.
Dopo un mese ho ricevuto una sua mail con la richiesta di accogliere un gruppo di turisti giapponesi per un pranzo di sosta con un menù tipico. Dopo 15 giorni, sono stato contattato per un altro gruppo ed evidentemente gli sono piaciuto proprio! Infatti, di lì a poco mi hanno proposto una convenzione nella quale il mio locale di Candela, che in quel documento chiamavano “Locale tipico pugliese”, era inserito come “sosta” in un percorso turistico abitualmente effettuato da gruppo di giapponesi sull’itinerario Capri – Alberobello.
Mi hanno spiegato che hanno trovato interessante e di loro gradimento l’arredamento e la genuinità dei miei piatti, e soprattutto la scoperta di una nuova realtà commerciale, Le locande del Gal , come modello di ospitalità e mangiar bene. Un aneddoto: come si sa i giapponesi fotografano di tutto di più, ma una cosa che mi ha colpito è che erano molto attratti dall’insegna in maiolica raffigurante la cartina dei Monti Dauni, apposta all’esterno del mio locale.
Cosa pensa dell’attività del Gal sul territorio dei Monti Dauni?
E’ semplicemente l’unico soggetto che fa’ crescere il territorio, uno staff eccezionale, ne sono orgoglioso.
Cosa si aspetta dall’Agenzia di sviluppo Meridaunia nella prossima programmazione che è ormai alle porte?
Fiducia verso chi ha già investito con progetti Leader.
Antonella Caggese
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